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Associarsi è importante PDF  | Print |  E-mail
Written by Administrator   
Friday, 23 October 2009 15:14

Non è nostro interesse aggregare degli imprenditori tanto per fare numero, ci servono piuttosto dei colleghi che abbiano la stessa determinazione dei fondatori. Gli obiettivi non sono facili nè immediati, ma devono essere raggiunti, ne va della sopravvivenza delle nostre imprese.

Fare squadra è fondamentale  per elaborare una strategia comune per la gestione dell'accesso al credito, per far valere le nostre ragioni nelle sedi competenti. Ma uno degli aspetti più importanti dell'associarsi è la condivisione, poichè è importante sapere che non siamo soli, che il nostro problema non deriva dalla nostra incapacità nella maggior parte dei casi, ma da un sistema che non funziona. Se non verranno presi i giusti provvedimenti in favore delle piccole imprese la matematica dice che queste sono destinate a scomparire.

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Ma alla chiusura di un'azienda non corrisponde la morte dell'imprenditore, noi continuiamo ad esistere ed a voler fare impresa, in questa situazione aumenta l'insofferenza verso i disservizi, verso la sovratassazione e la difficoltà nell'accesso al credito, solo se siamo uniti e collaboriamo fra noi possiamo mettere in campo delle strategie che ci facciano prevalere su un sistema di fatto dannoso, perchè, L'ECONOMIA REALE SIAMO NOI ! Compilare il Modulo per rimanere informati

Non ci nascondiamo dietro un dito, la realtà è evidente e sotto gli occhi di tutti, specialmente di chi fa iImpresa, sia esso commerciante, artigiano o professionista.
A livello globale il percorso economico delle merci di cui tiene conto il sistema politico europeo e nazionale è quello che passa quasi esclusivamente attraverso i grandi gruppi, dalla produzione alla distribuzione ed al dettaglio. Le Multinazionali esercitano delle leve economiche che condizionano il sistema economico e finanziario mondiale, che poi si traduce per noi in effetti che giungono fin dentro la piccola località montana, in tutto questo la Politica è di fatto assoggettata al sistema. E' come se fosse stato decretato dal sistema politico e finanziario mondiale che il mondo della piccola impresa non ha più diritto di esistere.
Non ha importanza se ci sono troppe tasse, se gli oneri sono eccessivi, i piccoli devono chiudere, abbandonati a loro stessi, senza possibilità di accedere al credito per crescere, senza alcuna protezione riguardo allo strapotere della grande distribuzione che impone di lavorare lunghi orari, sette giorni su sette, costretti a competere fra mille difficoltà, perchè col passare del tempo cresce l'indebitamento, si abbassano i margini, aumentano le spese. In queste circostanze, senza alternativa, è facile cadere nell'angoscia più profonda, permeata spesso dalla solitudine. L'imprenditore vittima di queste difficoltà crede di essere solo, indifeso, disarmato. Se continua ad isolarsi questa è la sua realtà. Ma l'intento di associarsi è proprio quello di rompere le catene che soffocano l'esistenza dell'imprenditore Italiano, perchè la realtà è chiara ed è una e semplice, non sei tu che non funzioni, è il sistema nel quale ci muoviamo che non funziona.

Negli anni l'esigenza di cassa dello Stato e del sistema Europeo è andato sempre più aumentando, per fare fronte a questo bisogno di cassa sempre crescente, anzichè tagliare gli sprechi, abbassare i costi, avviare una gestione oculata delle spese, lo Stato ha chiesto soldi a chi produceva reddito: Le micro Imprese Italiane, cioè NOI, perchè "L'Economia Reale siamo NOI" . Nel momento in cui il sistema è cambiato, cioè la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ha drenato fatturato alle PMI, non sono stati introdotti dei correttivi che garantissero la sopravvivenza nostra, quando poi la crisi ha ulteriormente ridotto il volume del nostro fatturato, comprimendo il magine operativo, la situazione si è aggravata. In tutto questo il sistema bancario ha introdotto l'accordo interbancario europeo denominato Basilea 2, che ha di fatto estromesso dall'accesso al credito qualsiasi piccola azienda Italiana che non avesse i requisiti necessari. Il problema è che come al solito, questi requisiti sono stati calibrati sulle aziende che sono quotate in borsa, molte delle quali, guarda caso, hanno nel consiglio di amministrazione personaggi che sono presenti anche nei consigli di amministrazione delle banche stesse.
In sintesi il sistema bancario raccoglie liquidità attraverso i cittadini del territorio con gli sportelli, poi, questa liquidità non è restituita al territorio, ma è drenata per convergere nei grandi fondi d'investimento del mercato internazionale, fondi che generano enormi profitti per i gestori ed un misero ritorno per il cittadino medio.

Ormai il contesto economico mondiale e Nazionale è mutato, i parametri sui quali bisogna basarsi per fare le proprie scelte imprenditoriali devono necessariamente tener conto della nuova situazione. Il sistema del commercio ed artigiano degli anni '70, '80, '90 e 2000 non esiste più e non si ripresenterà mai più. E' indispensabile organizzarsi, creare dei consorzi per la gestione dei costi, dei dipendenti, dell'amministrazione e gestione dei bilanci, coinvolgendo studi professionali, integrandoli nell'organizzazione. Il flusso del denaro e gli accantonamenti vanno tolti dagli istituti bancari che non operano fattivamente con le aziende del territorio. Per chi non se ne fosse accorto è in atto una guerra e l'obiettivo siamo noi, le armi che vengono usate sono costituite dalla tassazione troppo elevata, completamente aliena dalla nostra realtà produttiva, dalla concorrenza sleale dei grandi gruppi, dall'impossibilità di accedere agevolmente al credito, dal pantano burocratico nel quale siamo costretti a dimenarci.
Ecco siamo a buon punto, sappiamo qual'è il problema, ora dobbiamo unirci, coordinando l'impegno e gli sforzi, perchè la nostra sopravvivenza passa attraverso un'operatività attiva di ognuno di noi, se dovremo creare un consorzio, se vorremo condizionare il comportamento dei grandi gruppi attraverso l'operato della classe politica dobbiamo essere più forti e pesanti di loro.

Chi sopravviverà? Quali aziende hanno una prospettiva di vita adeguata?
Quelle che pagheranno le tasse in una misura commisurata alla capacità reddituale, quelle che se hanno un progetto di sviluppo in mente, accederanno facilmente ai denari necessari a realizzarlo, quelle che nonostante la presenza di grandi centri commerciali possono lavorare senza angosce, senza dover licenziare i propri dipendenti per tagliare i costi. Questo potrà avvenire solo se aggireremo Basilea 2, facendo convergere il flusso economico solo ed esclusivamente su certi istituti bancari, creando le opportune garanzie per gli associati per garantire l'accesso al credito per favorire lo sviluppo dei progetti, presentando le nostre istanze alla classe politica suffragando le nostre tesi con dati reali e soprattutto con la forza di un gruppo enorme di imprenditori dichiaratamente decisi e convinti di voler imporre le regole che garantiscano la sopravvivenza e lo sviluppo della propria Impresa!  

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Giulio Credazzi
2010

 

Last Updated on Wednesday, 04 August 2010 11:42
 

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